Come è nato spazio reFactory

Tutte le storie iniziano con “c’era una volta”, ma a noi le tradizioni piacciono fino a un certo punto, così oggi vi raccontiamo come è nato spazio reFactory, partendo in tutt’altro modo. Era una calda giornata di giugno nella Pianura Padana quando, tra i mille brain storming che caratterizzano le nostre giornate (soprattutto quelle di Anna), ci siamo interrogate su che cosa avremmo voluto fare della nostra vita. Anna stava per chiudere un contratto da social media manager a tempo pieno, Anastasia invece lavorava su progetti di clienti che non le davano le soddisfazioni attese. In quell’esatto momento abbiamo deciso di investire sulla nostra vita da freelance e di organizzarci per darle un senso: speriamo che la nostra esperienza possa essere utile anche ad altri freelance che vogliono avere una svolta. Le domande che ci siamo poste erano:

  • dove lavoreremo fisicamente?
  • come organizziamo le nostre attività?
  • come monetizziamo le nostre competenze?

Tantissime persone lavorano da casa e amano farlo, ma questo non era il nostro caso: lavorare da casa è bello e soddisfacente se hai gli spazi giusti per crearti il tuo studio e se hai la possibilità di avere un ambiente di lavoro che sia diverso da quello domestico. L’importanza di avere uno spazio dedicato alla tua attività professionale, in cui potersi concentrare e in cui poter creare una tua immagine è decisamente importante, soprattutto per un libero professionista che si occupa di comunicazione.

 

come è nato spazio refactory

 

La seconda e la terza domanda sono tipiche di ogni freelance che inizia la professione, diverse persone ce l’hanno chiesto e la risposta purtroppo non è universale. Dalla nostra esperienza, abbiamo capito che per organizzare al meglio le proprie attività e per monetizzare le competenze, ci vuole prima di tutto costanza. Saltare subito allo step successivo non è proficuo, pertanto è fondamentale fermarsi un po’ a riflettere e scrivere il proprio progetto di vita, perché solo in questo modo si può sistematizzare, organizzare e modificare in modo razionale.

Da tutti questi dubbi è emersa però un’idea: noi volevamo metterci in gioco e creare qualcosa di nostro in cui poter esprimere il nostro mondo, costituito in gran parte dall’arte contemporanea, dai viaggi e dalla comunicazione digitale. In Italia tutti dicono che aprire nuove attività o mettersi in gioco ormai sia la cosa più difficile del mondo: bene noi abbiamo deciso di lanciarci a occhi chiusi in questa cosa, chiamata spazio reFactory. 

 

come è nato spazio refactory

 

La nascita di spazio reFactory

Titolo del progetto: spazio reFactory

Budget a disposizione: pochi spicci

Tempo di realizzazione: 3-4 mesi

Macro-obiettivo: creare uno spazio aperto per l’arte contemporanea e il digitale a Reggio Emilia

Micro-obiettivo: evitare che Anna lavorasse dal letto e si addormentasse tra un testo, un post sui social e una call skype 😉

Abbiamo rilevato uno spazio in stile industriale che prima aveva ospitato attività del tutto diverse dalla nostra, tra cui anche la produzione del miele, e abbiamo deciso di ristrutturarlo con le nostre mani (sì, women power!). Abbiamo iniziato a risanare le pareti, abbiamo creato ben due pareti in cartongesso, abbiamo dipinto tutto e infine, abbiamo iniziato ad arredarlo con pezzi di recupero che noi stesse abbiamo ristrutturato, tra cui bobine, pallet e vecchie persiane. Dopo alcuni mesi di fatica, sudore e mani bianche, a gennaio 2017 abbiamo finalmente aperto spazio reFactory.

 

come è nato spazio refactory

 

Che cos’è spazio reFactory

  • è un coworking per la modalità in cui i freelance condividono gli spazi di lavoro, i progetti e le idee
  • è uno spazio per incontri, workshop e piccoli corsi 
  • è uno spazio per mostre ed eventi
  • è un luogo in cui poter venire a bere un caffè, un tè o una birra e parlare di progetti e idee da sviluppare sui temi del digital, viaggi e arte contemporanea
  • è il nostro mondo, compreso quello di Travel On Art, che vogliamo condividere con tutti quelli che ne sono interessati
  • è uno spazio che vuole dare supporto e fiducia a giovani freelance che vogliono intraprendere la loro strada professionale
  • è uno spazio di idee e di incontri
  • è anche casa di Thor, il boss dell’ufficio 😉

 

come è nato spazio refactory

 

Che cosa non è spazio reFactory

  • non è un coworking convenzionale in cui ti limiti ad affittare la postazione
  • non è il nostro ufficio privato
  • non è un negozio e nemmeno un ufficio in cui fare dichiarazioni dei redditi (alcuni bussano e ci chiedono se possono farla)
  • non è solo un posto dove facciamo “quelle cose per l’internet” o meglio le facciamo, ma non solo quelle
  • non è un’azienda, ma è una rete di freelance

Bene, ora che ti abbiamo raccontato più o meno tutto della nostra storia, ti aspettiamo per venirci a conoscere di persona!

 

2 thoughts on “Come è nato spazio reFactory

  1. Ragazze, vi ammiro tantissimo e spero di venire presto a conoscere il vostro nido (e Thor), mi è dispiaciuto non esserci per l’inaugurazione. Siete veramente forti, competenti e determinate e vi faccio i migliori auguri per il successo di reFactory!

    1. Ciao Chiara! Ma che che bel commento, grazie mille <3 ci stai facendo commuovere! Quando vuoi, noi saremo felicissime di accogliervi e magari sarebbe carino anche organizzare un meeting di blogger, ci pensiamo per l'autunno! Un abbraccio

Rispondi