Fotografia Europea 2019: il programma di spazio reFactory

Il 2019, nonostante sia in parte ancora una incognita, ha già voluto farsi conoscere: sarà un anno intenso, creativo e anche amante dell’azzardo e tutte queste caratteristiche ci piacciono molto! Ma che programmi abbiamo per spazio reFactory? Non solo tanti workshop e corsi, ma anche Fotografia Europea 2019: sei curioso di scoprire il nostro programma?

Questo sarà il terzo anno in cui spazio reFactory si afferma come location del Circuito Off: un’esperienza bellissima, ma anche molto faticosa. Al termine di ogni festival infatti ci ripromettiamo di prenderla moooolto più con calma l’anno successivo e ovviamente facciamo sempre l’opposto. Per questa nuova edizione infatti ospiteremo ben 3 mostre di artisti reggiani under 30: qui iniziamo con lo spoiler!

Fotografia Europea 2019: le nostre 3 mostre

Quando abbiamo aperto spazio reFactory, ormai più di due anni fa, lo abbiamo immaginato come un luogo aperto, in cui entrare in sinergia con altri giovani professionisti. E proprio da qui è nata l’idea di trasformare Fotografia Europea 2019 in un evento in cui i protagonisti sono fotografi under 30 con molto talento. Le 3 mostre hanno un’anima completamente diversa ed è proprio questo uno degli elementi che ci entusiasma di più! Hai voglia di scoprire qualcosa in più su questo appuntamento dedicato alla fotografia? Pronti, partenza e via!

spazio reFactory

The Famous Kingdom of Macaria

Questo progetto è nato a gennaio 2017, quando Nicola Fornaciari e Gabriele Gatti, fondatori del collettivo DIP.news, voce indipendente nel giornalismo di reportage ed inchiesta italiano, sono partiti per Belgrado per completare un reportage sulla rotta migratoria balcanica. Lì si sono trovati di fronte a quello che hanno definito un girone infernale: i capannoni dietro la stazione di Belgrado. Circa 2000 persone, pachistani afgani e siriani, sono partiti con una meta, l’utopia della salvezza in occidente, dove le singole persone hanno una loro dignità rispettata da istituzioni e popolazione. L’utopia che si trasforma in distopia nel giro di qualche migliaio di chilometro e a distanza di qualche mese prende forma in un’insediamento informale dove neanche i diritti umani più basilari trovano spazio.

@Collettivo DIP.news, The Famous Kingdom of Macaria

Le fotografie proposte indagano come ed in che forma la solidarietà trova spazio in un abisso del genere, una città invisibile dove solo grazie alla “social catena” si ha possibilità di sopravvivere, tutto in nome della terra promessa, quell’Europa che a denti stretti è sulla bocca di tutti. Visitare questa mostra è come ricevere uno schiaffo in piena faccia: dopo il formicolio iniziale, non può che esplodere un turbinio di domande a cui ognuno di noi difficilmente potrà dare risposta.

Out of Office

Out of Office è un progetto della ventottenne Roberta Ferrati che, ancora in fasce, ha capito che la fotografia avrebbe fatto parte della sua vita. Fin dal 05 ottobre 1990, mamma Marina ha iniziato ad immortalarla con il suo obiettivo, cercando di trasmetterle la sua grande passione. Il colpo di fulmine con questo mezzo espressivo è avvenuto però durante il suo primo viaggio a New York nel 2011 dove la sua piccola compatta è diventata un prolungamento della sua mano.

@Roberta Ferrati, Out of Office

Questo progetto è focalizzato sul valore delle piccole cose. Ci circondano continuamente, fanno parte della nostra quotidianità e noi non attribuiamo ad essere alcun valore, ritenendole talvolta banali e scontate. In realtà, se osservate da un altro punto di vista, possono avere un fascino unico e generare in chi li osserva un mix di mistero e curiosità. La potenza della luce e la vibrazione delle ombre infatti sono in grado di trasformare l’ordinario in qualcosa di straordinario e magico, capace di portarti per una frazione di secondo lontano dalla realtà. Con “Out of office” Roberta vuole condividere con te come la luce sia capace di dare una nuova vita agli oggetti quotidiani, rendendo luoghi che ci appaiono freddi e oppressivi, ricchi di bellezza e poesia.

Serendipità

Serendipità invece raccoglie una selezione di scatti della talentuosa fotografa ventiduenne Alice Vacondio, già nota al Festival di Fotografia Europea per il suo progetto “Dyslexia“, un percorso attraverso la sua mente che racconta come si è evoluta la dislessia. Il suo amore per l’arte le ha fatto scoprire la fotografia, sviluppando un approccio totalmente diverso da ciò a cui era abituata: tra le mani infatti possedeva un macchinario che tuttora considera magico.

fotografia europea 2019 mostre alice vacondio
@Alice Vacondio, Serendipità

Serendipità è un racconto dell’universo di Travel on Art, blog di viaggi e arte contemporanea di Anna e Anastasia, che sono anche founder di spazio reFactory. Ma che cosa significa questa parola? Si tratta un neologismo coniato nel Settecento dallo scrittore Horace Walpole, dopo aver letto una fiaba persiana. La serendipità indica il fare nuove scoperte per caso oppure trovare una cosa mentre se ne stava cercando un’altra e questo ci regala un barlume di felicità. Questa è esattamente la sensazione che proviamo durante i nostri viaggi on the road alla scoperta del mondo, sempre pronte a sbagliare e ritentare, certe che la strada sappia dove guidarci e come trasformarci in persone più consapevoli. Serendipità è una mostra che parla di persone, luoghi, ma soprattutto sogni e atmosfere che non hanno limiti geografici e si spingono sempre oltre: perché il viaggio non può essere davvero descritto, ma solo vissuto.

Fotografia Europea 2019: collaborazioni

Dopo averti svelato alcuni dettagli sulle mostre e sui fotografi, ora è il momento di raccontarti anche chi sono gli sponsor che hanno creduto in questo progetto. Ad affiancarci in questo percorso all’insegna della fotografia e della bellezza, ci saranno gli amici della rivista The Mammoth’s reflex : nessuno come loro sa trasmettere l’amore per questa meravigliosa forma d’arte. Un altro protagonista di rilievo che ci ha supportato molto è Boorea, società a cui aderiscono oltre duecento cooperative di Legacoop, attiva da vent’anni nella solidarietà e nella cooperazione internazionale.

@Perlage, Perlapp

E poi, durante l’inaugurazione di venerdì 12 aprile, non mancherà un’altra forma d’arte: il vino. Grazie a Perlage, storica azienda che dal 1985 produce vino biologico tra le incantevole colline di Treviso, potremo goderci un’ottimo bicchiere di spumante, Perlapp, con un packaging davvero super creativo!

Infine, grazie a Mazzini Garden, una delle più importanti realtà imprenditoriali reggiane, verrà realizzata un’installazione green nello spazio esterno di reFactory, per accogliere e accompagnare il visitatore nei tre percorsi. L’allestimento delle tre mostre e l’installazione green sponsorizzata dal Vivaio Mazzini, sono a cura dell’architetto Cristina Bassi.

Pensavi forse che le novità fossero finite qui? Non solo fotografia, buon vino e natura, ma anche un corner dedicato alle creazioni handmade del giovane brand di moda Elle O. by Linda Orlandi. Ora ti abbiamo convinto? Noi ti aspettiamo!

 

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