Un cane salverà le opere del Museum of Fine Arts di Boston

Qualche settimana fa ti abbiamo parlato delle nuove policy di alcune aziende a proposito della presenza degli amici a quattro zampe in ufficio e oggi vogliamo darti un’altra news a tema dog friendly: il Museum of Fine Arts di Boston ha assunto un nuovo conservatore, che è precisamente un cucciolo di Weimaraner. Da quando è arrivato Thor a spazio reFactory ovviamente abbiamo sviluppato una maggiore sensibilità verso tutto ciò che riguarda cani e ambienti di lavoro e appena abbiamo letto questa notizia siamo rimasti conquistati. Sei pronto a leggere questa bella storia? Partiamo dall’inizio 😉

riley museum of fine arts di boston

@Suzanne Kreiter

Riley, il cane che salverà le opere del museo di Boston

Riley è un cucciolo di Weimaraner di poco più di 12 settimane, che conquisterebbe chiunque con i suoi occhi azzurri, ma c’è di più: è diventato infatti il nuovo impiegato del Museum of Fine Arts di Boston, nel Massachusetts (Stati Uniti), probabilmente il primo cane al mondo a essere assunto da un museo per collaborare alla corretta conservazione delle opere d’arte. Ma da cosa dipende questa scelta, a detta di molti, bizzarra? Il suo fiuto verrà utilizzato per scoprire il prima possibile tarme e altri parassiti che rischiano di danneggiare seriamente legno e tele, rendendo necessari costosi restauri che molte volte non riescono comunque a restituire la bellezza delle opere originali.

Considerato il primo esperimento di coinvolgimento attivo di un cane all’interno di un museo, se dovesse funzionare, potrebbe venire considerato come opzione anche da altri musei e istituzioni culturali, che potrebbero godere di molti benefici, tutelando le proprie opere d’arte e riducendo i costi di restauro non necessari. D’altronde perché non sfruttare anche in questo settore le capacità olfattive dei cani? Da tempo infatti sono utilizzate in altri settori per rilevare la presenza di varie sostanze, dagli esplosivi ai corpi sepolti sotto le valanghe, passando per gli stupefacenti. Il merito di questo esperimento, a mio avviso assolutamente lungimirante, è di un’impiegata del museo, Nicki Luongo, esperta di addestramento dei cani, che si è chiesta se non si potessero mettere le qualità di questi animali al servizio dell’arte e della conservazione.

museum of fine arts di boston

@The Boston Globe

Riley e il suo addestramento come impiegato al museo

Da questa intuizione è nata l’idea di addestrare Riley a riconoscere l’odore degli insetti più pericolosi per i quadri e i mobili antichi: identificando la loro eventuale presenza nelle opere d’arte, sarà più facile per i responsabili del museo intervenire per tempo nella tutela e la salvaguardia dei tesori della collezione. In questo caso, l’addestramento di Riley prevede che quando annuserà l’odore di tarme e altri insetti infestanti, dovrà fermarsi e sedersi davanti all’opera d’arte in questione. In questo modo i curatori avranno la possibilità di analizzare la stanza e i materiali con cui è stato realizzato il manufatto, alla ricerca degli insetti che potrebbero rovinarlo.

Sono già molte le persone che hanno chiesto se potranno vedere il cucciolo, ma ovviamente non è prevista questa opportunità:  le sue ronde verranno organizzate negli orari di chiusura, quando vengono eseguiti lavori di pulizia e manutenzione negli spazi espositivi. Questa decisione dipende dal fatto che i responsabili del museo non vogliono che un cane in circolazione distragga i visitatori, e nemmeno che Riley possa essere distratto dal pubblico mentre svolge il suo lavoro. Questa collaborazione sarà proficua? Non ci resta che scoprirlo nei prossimi mesi: di certo noi tifiamo per Riley!

 

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